proprio come nella Germania di Weimar che covava il germe del nazismo, alla depressione economica italiana fa da contraltare una sconcertante moltiplicazione delle attività e delle iniziative di carattere pseudo culturale o pseudo creativo
Pendodeliri dice: non è la consapevolezza dell’avvicinarsi del baratro a renderci più ispirati artisticamente. L’arte o la cultura, o quella che chiamiamo così, è per noi uno strumento per fuggire dalla realtà. E ovviamente è proprio per questo che i protagonisti di questa creatività sgangherata, a cui - duole ammetterlo - una parte dell’universo dei blogger e degli User Generated Content partecipa gioiosamente, non sono affatto frutto di una selezione naturale basata sul talento, ma conseguenza di una selezione molto più prosaica: quella economica. Solo le persone che per stile di vita, classe di reddito e accesso agli strumenti possono permettersi di partecipare al grande circo dell‘“iniziativa culturale” (“ho creato un evento”, “ho tenuto una mostra fotografica”, “ho scritto un libro”, “ho aperto una scuola di yoga” ecc. ecc.) ottengono proprio grazie alla rete una certa visibilità. Una visibilità effimera, perchè non genera alcuna fonte di reddito e non consegna alcun valore al paese reale (costituito da coloro i quali non possono nemmeno permettersi di fruire di queste attività, figuriamoci organizzarle) .
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