Mauro Biani, vignette, comics, satira
(a volte anche del centro sinistra)
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Mauro Biani, vignette, comics, satira
(a volte anche del centro sinistra)
Sono un groviglio di nervi senza identità.
Ora so cos’è la solitudine,
credo.
Parte da un punto indefinito dell’Io:
come una malattia del sangue che si diffonde in tutto il corpo
sicché non si può localizzarne il focolaio. […]
Non ho consistenza,
sono vuota,
dietro gli occhi sento una caverna pietrificata,
un abisso infernale.
[ Sylvia Plath ]
[ View large on black ]
Nelle prossime settimane la rappresentanza italiana presso la Corte Europea dei diritti dell’uomo presentera’ ricorso contro la sentenza che ha bocciato la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche definendola una “violazione della coscienza e della liberta’ religiosa”.SCUOLA: ITALIA ANNUNCIA RICORSO CONTRO SENTENZA STRASBURGO SU CROCIFISSO - Adnkronos Politica
Stavano chiacchierando seduti sulla panchina di un parco in via Lilloni, a San Giorgio di Acilia, quando ad un tratto, domenica verso le 19, quattro cittadini del Bangladesh sono stati accerchiati e picchiati da un gruppo di una decina di persone, tutti ragazzi attorno ai diciott’anni, che inizialmente li avevano avvicinati per apostrofarli con frasi razziste del tenore di «Siete tutti negri». Tre dei bengalesi sono riusciti a scappare, mentre un quarto, di 29 anni, è stato malmenato con calci e pugni.Picchiano a sangue un bengalese identificati e indagati 5 minorenni - Corriere Roma
Fortunatamente Mohamed ha il permesso di soggiorno essendo regolarizzato come badante.
Altrimenti sarebbe stato lui a rischiare la detenzione in un CIE e l’espulsione.
E’ morto di crepacuore dopo dieci giorni dalla perdita del posto un lavoratore di una societa’ di pulizie appalti ferroviari gia’ in precarie condizioni di salute. A segnalare la vicenda sono i Cub di Milano.MILANO: CUB, MUORE DI CREPACUORE DOPO AVER PERSO IL LAVORO - Adnkronos Cronaca
Anna Pizzo su Carta | Il responsabile
“non ha un attimo di esitazione [né di vergogna] nel sostenere che «c’è un sicuro, evidente responsabile indiretto o diretto della morte di Stefano: la droga».
E chiarisce il suo pensiero: «La verità di quanto accaduto a Stefano puó essere dunque collegata al comportamento indegno di qualcuno che doveva proteggere la sua fragilità ma potrebbe essere anche l’avvelenato frutto finale dei danni della droga».
Se non fosse un po’ ripugnante, questa tesi avrebbe un fondamento di verità:
al fondo, oltre a una incredibile serie di complicità, superficialità e irresponsabilità, Stefano Cucchi è morto a causa di una legge di cui il sottosegretario è autore assieme al presidente della camera, che in tre anni ha distrutto il futuro di una grande quantità di giovani, ha rinchiuso in galera circa trentamila persone e ha contribuito a condannarne alcune alla pena di morte.”
I tristi sono più scettici, più pronti nel richiamare alla memoria un evento di cui sono stati testimoni e addirittura meno condizionati da pregiudizi religiosi o razziali. Insomma, decisamente più oggettivi rispetto a chi sprizza di gioia. Non solo: sono persino più spigliati nel comunicare.
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Intervento di Stojanovic Vojislav, coordinamento migranti di Torino
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