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sky catching --- afferrando il cielo



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Gesù mio … sei salito sulla croce per Stefano o per Ignazio?

Una domanda estremamente rispettosa che, da vecchio agnostico, faccio a quella parte di me che è stata formata dalla cultura che affonda le radici nel cristianesimo.

In buona fede e coscienza ho ascoltato la risposta da quel Cristo che fa ancora parte nella mia coscienza atea e laica. Ed è la voce del Cristo degli afflitti.

La riflessione mi è venuta leggendo quello che ha scritto la mia amica Saudade e che riprendo parzialmente qui:

Tra le tante notizie, Stefano aveva chiesto una bibbia.

Gli è stata negata.

Mi aspetterei che coloro i quali si battono in nome del mantenimento di una tradizione e del diritto ad essere posto in essere di un crocifisso di legno, si muovessero affinchè venisse invece spezzata un’altra tradizione, pur sempre antica, di cui Stefano non è che la storia odierna: quella che da’ voce alle innumerevoli storie di uomini e donne che diventano poveri cristi, torturati e messi in croce dai loro aguzzini.

…e il verbo si fece carne in Maria. [Su caffènerobollente]

La violenza sul mio corpo la fa lo stato non i/le migranti

La violenza sul mio corpo la fa lo stato non i/le migranti

La violenza sul mio corpo la fa lo stato non i/le migranti: 

Foto scattata il 17 Ottobre alla manifestazione antirazzista.
_______________________________________________
La lotta continua.
Continuano a Bologna le proteste e la solidarietà delle donne, femministe e lesbiche di Bologna con le/i migranti detenuti nel CIE di di via Mattei a Bologna.
Particolarmente forte la voce contro il sistema CIE come strumento repressivo e di violenza sulle donne migranti:Armate di microfono, cartelli in cui affermavamo “meno Cie = meno stupri”, slogan e interventi in più lingue, abbiamo ribadito ancora una volta la nostra volontà di non essere complici del razzismo istituzionale e la nostra attiva solidarietà con le donne migranti che si ribellano dentro e fuori dai Cie.
 Vi rimando al Blog di Vincenza Perilli per leggere della manifestazione del 4 novembre. 
Marginalia:     Noi non siamo complici: mentre ieri l’Italia razzista celebrava le sue missioni di “pace”, un nuovo presidio itinerante contro Cie e guerra “interna”
Riporto solo questo passaggio:
Sull’autobus 14A che ci portava verso il Cie, mentre alcune compagne intervenivano al microfono e altre volantinavano, una giovane immigrata con un bimbo in braccio ha raccontato la sua storia di ordinario neocolonialismo: quel bimbo è figlio di un italiano sposato che l’ha messa incinta per poi sparire – esattamente come usavano fare i nostri nonni nelle colonie italiane – e lei ora, nonostante la paura di violente ritorsioni, vuole reagire a questa ingiustizia. Nello scambio, con lei, di consigli e numeri di telefono, ha acquisito ancora più importanza la nostra azione contro la guerra interna che lo stato razzista ha dichiarato nei confronti delle/dei migranti, una guerra in cui sfruttamento lavorativo e sfruttamento sessuale trovano nei Cie l’arma principale.
La violenza sul mio corpo la fa lo stato non i/le migranti:

Foto scattata il 17 Ottobre alla manifestazione antirazzista.
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La lotta continua.

Continuano a Bologna le proteste e la solidarietà delle donne, femministe e lesbiche di Bologna con le/i migranti detenuti nel CIE di di via Mattei a Bologna.

Particolarmente forte la voce contro il sistema CIE come strumento repressivo e di violenza sulle donne migranti:
Armate di microfono, cartelli in cui affermavamo “meno Cie = meno stupri”, slogan e interventi in più lingue, abbiamo ribadito ancora una volta la nostra volontà di non essere complici del razzismo istituzionale e la nostra attiva solidarietà con le donne migranti che si ribellano dentro e fuori dai Cie.

Vi rimando al Blog di Vincenza Perilli per leggere della manifestazione del 4 novembre.
Marginalia:
Noi non siamo complici: mentre ieri l’Italia razzista celebrava le sue missioni di “pace”, un nuovo presidio itinerante contro Cie e guerra “interna”

Riporto solo questo passaggio:
Sull’autobus 14A che ci portava verso il Cie, mentre alcune compagne intervenivano al microfono e altre volantinavano, una giovane immigrata con un bimbo in braccio ha raccontato la sua storia di ordinario neocolonialismo: quel bimbo è figlio di un italiano sposato che l’ha messa incinta per poi sparire – esattamente come usavano fare i nostri nonni nelle colonie italiane – e lei ora, nonostante la paura di violente ritorsioni, vuole reagire a questa ingiustizia. Nello scambio, con lei, di consigli e numeri di telefono, ha acquisito ancora più importanza la nostra azione contro la guerra interna che lo stato razzista ha dichiarato nei confronti delle/dei migranti, una guerra in cui sfruttamento lavorativo e sfruttamento sessuale trovano nei Cie l’arma principale.

Sarebbe da stendere un velo pietoso sulle dichiarazioni di Bersani, quelle per cui il crocifisso è una tradizione innocua.
Anche il tresette, Pierlui’.
Quindi che faccio? Appendo al muro un asso di coppe?
Piccola silloge di dichiarazioni in difesa del crocifisso « Il nuovo mondo di Galatea
Onorevole Fini, io non lo so, ma la prego, se lei è davvero in buona fede, ci aiuti a venirne fuori.

Si liberi della sua attuale coalizione, vada avanti, formi un partito conservatore di gente onesta, e ce n’è tanta che non si riconosce in questa destra, con la quale si possa dialogare in maniera democratica e civile, come in tutti i paesi europei.

Fiorella Mannoia a Gianfranco Fini: È possibile una destra onesta e civile? - micromega-online - micromega

Meno croce e più Vangelo” valeva nella scuola di Barbiana da dove don Milani aveva tolto il crocifisso. Le Comunità Cristiane di base: Meno croce e più Vangelo - micromega-online - micromega

via ( ilmuseodelmondo:11ruesimoncrubellier:curiositasmundi:

“[…] L’Unione Europea prepara un pacchetto di misure salvaclima, ma la Prestigiacomo, a nome dell’Italia, si OPPONE. Perché la Prestigiacomo è una ribelle. La Prestigiacomo è la Amy Winehouse dell’Unione Europea. Curiosità: la famiglia Prestigiacomo ha interessi in aziende petrolchimiche a Priolo, Siracusa, polo industriale fra i più vasti e i più inquinanti d’Italia. Altra curiosità: la Prestigiacomo, ministro dell’ambiente, ha rimosso i tecnici che indagavano sull’inquinamento da diossina dell’Ilva di Taranto. Padrone dell’Ilva? Emilio Riva, uno dei soci della cordata CAI/Alitalia. Fatevi da soli il collegamento. Io sono esausto. Calderoli, ministro della semplificazione delle leggi. Gliele fanno leggere: se le capisce Calderoli, le capiscono tutti.”

Via: Lutazzi, sull’Unità

>PulpCut #01

>PulpCut #01

preferita su flickr di il Riccio.

preferita su flickr di il Riccio.

Il sospetto è che il governo abbia cercato un’altra nave, per tacere l’allarme e per non impelagarsi nella ricerca di rifiuti tossici, con le conseguenze e gli imbarazzi economici e politici del caso (si tratta di bidoni smaltiti dopo una trattativa fra Stato e criminalità?). Il mistero del Cunsky non è ancora risolto - l’Unità.it